mercoledì 9 novembre 2011

elegia settimo

Era terrorizzato. Quella notte il vento infuriava senza sosta. La stagione cambiava, stava entrando nel periodo più turbolento, e i cambiamenti, su in collina, erano più rapidi e crudi. Alcune imposte malferme al pianterreno continuavano a sbattere. Nel dormiveglia, interrotto da continui incubi, Fernando Ledri aveva sentito sua moglie alzarsi più volte e scendere fuori. Per poco, gli scuri avevano smesso, ma poi il vento era sempre riuscito a riprendere il suo gioco.
A un tratto, qualcosa... (continua)

1 commento:

  1. dal punto in cui fai rivivere Fernandino il racconto è magnifico,anche se non tutto l'ho ben compreso.bellissimo,davvero.

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