elegia quinto
Alida uscì lentamente dalla città. Seduta alla guida, fantasticava, la mano distesa lungo il fianco. Tra indice e medio, senza accorgersene arricciava l’orlo della gonna, un leggero pizzo di trina, grigio chiaro, morbido al tatto…
Quel tocco le dava un lieve piacere, così simile a quello dei suoi primi baci di ragazza. Lo stessa emozione del primo raggio di sole sulla sua pelle nuda, quando sul finire della primavera con le amiche scendeva al bagno giù al lago, alla Baia delle sirene. Al tocco dell’acqua, in precario equilibrio sui viscidi ciottoli(segue)
lunedì 31 ottobre 2011
sabato 22 ottobre 2011
elegia quarto
La giornata era aperta, limpida come era giusto per un pomeriggio di inizio settembre, senza vento, carezzevole, e Alida indugiava sul vialetto che dal corso portava in piazza Brà. Quel giorno il lavoro le aveva dato respiro. Aveva controllato il caricamento dei camion per la Germania, verificato i documenti di viaggio, si era fatta vedere... (continua)
La giornata era aperta, limpida come era giusto per un pomeriggio di inizio settembre, senza vento, carezzevole, e Alida indugiava sul vialetto che dal corso portava in piazza Brà. Quel giorno il lavoro le aveva dato respiro. Aveva controllato il caricamento dei camion per la Germania, verificato i documenti di viaggio, si era fatta vedere... (continua)
domenica 16 ottobre 2011
elegia terzo
Gli bastava percepirne la presenza. Tenerla in mano, seguirne le forme angolose, sentire come rispondeva alle sollecitazioni, come si offriva alla pressione combinata delle dita, aprendosi docile, meccanismo dopo meccanismo. Gli piaceva sapere che quell’incastro perfetto di molle, asta di caricamento, leva di sparo, carrello-otturatore, tutte le parti, metalliche e no, erano a disposizione del suo piacere. Ora l’avrebbe smontata e poi... (continua)
Gli bastava percepirne la presenza. Tenerla in mano, seguirne le forme angolose, sentire come rispondeva alle sollecitazioni, come si offriva alla pressione combinata delle dita, aprendosi docile, meccanismo dopo meccanismo. Gli piaceva sapere che quell’incastro perfetto di molle, asta di caricamento, leva di sparo, carrello-otturatore, tutte le parti, metalliche e no, erano a disposizione del suo piacere. Ora l’avrebbe smontata e poi... (continua)
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sabato 8 ottobre 2011
elegia secondo
Non poteva rimproverare nessuno. Era stata lei a chiedere l’impiego. In casa, dopo che suo fratello si era sposato con quella poco di buono della Bassa, non ne giravano tanti, c’era solo la minima di sua madre, e capirai, mica ci si campa, con la minima. E allora quando la Giovanna l’aveva presa in disparte e le aveva detto di quel posto di governante, be’, perché no? La paga era sicura, non c’era da massacrarsi. Anche se, quella casa così grande. E tutta quella polvere. Quando l’avrebbero smessa (continua)
(nel caso non si aprisse, andate direttamente al testo
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lunedì 3 ottobre 2011
elegia primo
... ho provato a scrivere un noir. un cedimento alla moda? mah... diciamo che mi piace tentare nuove vie. a poco più di cinquant'anni non ho ancora deciso - come scrittore - cosa farò da grande...
ed ecco qua il primo capitolo: i miei corrispondenti, mi son detto, magari avranno la pazienza di sobbarcarsene la lettura, con quelli che seguiranno, settimana dopo settimana. e magari anche qualcun altro che passerà per caso da queste parti...
buona lettura (fc)
Le otto e mezzo. Dalla camera a pianterreno dove si trovava confinato ormai da una settimana, Fernando Ledri seguì i rintocchi del pendolo che giungevano dal salotto con una sensazione di disgusto. Gli restava giusto il tempo di alzarsi e di trascinarsi fino al bagno. Ma voleva farlo da solo, senza che Maria lo sorreggesse. Quella donna aveva un fare (segue)
ed ecco qua il primo capitolo: i miei corrispondenti, mi son detto, magari avranno la pazienza di sobbarcarsene la lettura, con quelli che seguiranno, settimana dopo settimana. e magari anche qualcun altro che passerà per caso da queste parti...
buona lettura (fc)
Le otto e mezzo. Dalla camera a pianterreno dove si trovava confinato ormai da una settimana, Fernando Ledri seguì i rintocchi del pendolo che giungevano dal salotto con una sensazione di disgusto. Gli restava giusto il tempo di alzarsi e di trascinarsi fino al bagno. Ma voleva farlo da solo, senza che Maria lo sorreggesse. Quella donna aveva un fare (segue)
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