lunedì 2 novembre 2009

I Navigli celesti - Ricordo di Alda Merini

Il sorreggere

ad A. M.


Io lo so
che il sogno mio e tuo
ci è stato strappato
con impeto più feroce
di quanto si possa cantare.
Non strappano così
gli amanti da se stessi
le proprie viscere:
con ardore?

Cade dal cielo,
oggi,
finissima cenere;
arde i tuoi capelli,
le mie ciglia sfinite
di pianto.

Chiara veste, lucide
labbra, così ti ricordo:
il rosso e il bianco del mattino.
Sei stata per me
insperato riparo
in un giorno di pioggia,
quando cedeva la pietra sconnessa
sotto il peso del corpo.

Reggiti a me, ora:
sostiene il tuo passo malfermo
la mia mano di uomo;
e la tua mano di donna
– tu sciolta corrente di navigli celesti –
conforti l’arsura
che mi consuma.

2 commenti:

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  2. Anche Alda Merini ci ha lasciato, anticipando la consunzione dei nostri giorni.
    Una poeta fuori dagli schemi, libera dalle convenzioni e club sapienzali.
    Ciao Franco

    anna m
    dopoilmattino.blogspot.com

    2 novembre 2009 2.50

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